E’ ormai comprovato quanto sia difficile, per non dire impossibile, cercare di costruirsi una vita basandosi su valori quali l’etica, l’umanitarismo o l’empatia…
…è il momento per una nuova visione, per una nuova morale, adatta ai tempi. Impegnamoci per costruire un nuovo modo di vita, ispirato a qualcosa di moderno…

…basato sul ribrezzo

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34 risposte a “

  1. non basta neanche il ribrezzo

    diventa un onorevole samurai ubisan e non lasciare MAI la katana a casa

    (ma ci starà sulla bici’…mah)

    spider

  2. Oh mama davvero sei così cinico?Ritengo che meno ci affidiamo al ribrezzo meglio il nostro stomaco e la nostra persona sopravvivono…Ubi un po’ piu’ di fiducia nel genere umano….

  3. già Ubi un po’ piu’ di fiducia nel genere umano….

    In fondo il mondo intorno a noi letteralmente tracima di esempi confortanti…

    O no?

    spider

  4. non ne dubito

    Ma “uno” è statisticamente un campione poco significativo per giudicare l’umanità tutta (che mediamente fa abbastanza ribrezzo)

    comunque scherzavo

    spider

  5. Spider,gia’ così abbassiamo la statitistica…..lo so che scherzavi…l’humor appartiene a quella piccola percentuale di persone che non incutono ribbrezzo….percio’ siamo a cavalo,di questo passo la statistica è snobbata del tutto….

  6. bè quantomeno basandosi sul ribrezzo si vive protetti.

    l’empatia, la carità e le cose così sono per chi vive nelle favole. e non intendo l’alice o la sirenetta, ma intendo le persone che vivono contornate da altre persone come loro. allora vanno bene anche il comunismo, l’anarchia. ma le favole sono destinate a non durare. prima o poi, qualcuno lotta per se stesso, e si rompe l’equilibrio.

    tiro le conclusioni, anche se non sono belle. è più facile pensare che tanto non siano vere e che le persone intorno a noi siano come noi, e come noi vogliano avere la nostra compagnia. quello che pochi notano è che, per quanto possa non sembrare, siamo soli. dietro gli occhi, siamo soli. e il ribrezzo ci da un certo distacco – ci aiuta a soffrire meno.

    ma forse è solo un modo codardo per difendersi.

  7. Guarda, se tu a 19 anni tiri queste considerazioni,mi riempi di tristezza,io ne ho molti di piu’ di te e nella mia vita ho dovuto combattere sempre di fronte a tante cose ma non mi sono mai arresa e i miei ideali e i miei valori sono sempre li’ rafforzati e indenni come il primo giorno,perchè in tante cose bisogna avere la forza e credere,mai nascondere la testa sotto la sabbia,ma lottare perchè fa parte della vita,il positivo e il negativo esistono in tutte le cose.Non capisco il tuo concetto di anarchia e comunismo e francamente ti consiglio di leggere qualcosa prima di parlare e giudicare senza cognizioni di causa,scusa tanto ma quelle che tu chiami favole sono gli ideali?Francamente il ribrezzo lo provo per chi ha indifferenza rispetto a tutto quello che succede e sta a guardare le cose senza cercare di cambiarle,altro che difendersi.Troppo comodo dire che tutto è brutto per cadere in un vittimismo sterile e non tirarsi su le maniche…L’empatia ,la solidarieta’ esistono come esiste la lealta’ la correttezza e la sincerita’,forse non dominio di tutti ma di pochi ma esiste.Fra una favola e un ideale c’è una bella differenza,questo è un modo superficiale di affrontare la vita,dire che non esiste nulla,fa molto comodo,che poi c’è una sottile differenza forse non lo sai fra la fiaba e la favola,nella fiaba che è forse quella che intendevi tu, predomina l’elemento “fantastico” e lo scopo più che pedagogico è di puro intrattenimento,la favola ha lo scopo di insegnare qualcosa, trasmettere una morale, quindi ha inevitabilmente uno scopo “educativo” a proposito di favole ti consiglio di leggerti “La Volpe e l’uva di Esopo la cui morale sottesa è…È facile disprezzare quello che non si può ottenere….. a buon intenditore poche parole…

  8. grazie per la delucidazione sulla differenza fra fiaba e favola. l’avevo già studiata, ma un ripasso ogni tanto non è male.

    allora, partiamo dalla prima accusa che mi muovi (se proprio vogliamo piegarla ad accusa):
    per favola intendo un mondo non dico ideale, ma nel quale le persone sono intenzionate ad essere buone. dove il cattivo è ben individuato e alieno alla società dei buoni. in un mondo così, dove nessuno ha intenzione di nuocere agli altri, l’anarchia non è un’utopia: nessuno è interessato ad andare contro il comportamento moralmente accettato da tutti, e pertanto non servono né sanzioni né disincentivi.

    tu sei buona? pensi che empatia sia alla portata di tutti? bè allora cerca di capirmi.
    non dico che le persone buone non esistano. dico solo che tutti siamo buoni, ma non per sempre.
    prima o poi (e tu per prima, ne leggo fra le tue righe una punta amara) tutti si trovano ad avere ribrezzo. ribrezzo, imbarazzo, freddo distacco.
    avrai più di 19 anni, ma è evidente che non hai incontrato le stesse persone che io ho incontrato nella mia breve ed ancora inutile vita.

    è bella l’idea dell’avere la forza di credere! ed io ce l’ho.
    dico solo che in alcuni casi chiudersi, costruirsi una corazza contro il ribrezzo altrui, significa un po’ di meritato riposo.

    è facile disprezzare cio’ che non si può avere, hai ragione!
    però darmi della Volpe così semplicemente dimostra che non sai nulla di me… (nb nn è un invito a conoscermi meglio, solo un apppunto)

    eventualmente, se hai bisogno di rispondere, fallo in un altro luogo, per favore. non mi piace invadere oltremodo lo spazio altrui.

  9. Una breve riapparizione (molto presto risponderò a tutti, scuatemi, semplicemente ho anche il cervello un po’ in vacanza ultimamente) semplicemente per dire che se volete utilizzare questo spazio, è tutto vostro. Dopotutto questi miei pensieri, che li vogliate bene o mal considerare, li pubblico proprio per stimolare la discussione 😉

  10. Grazie Ubi dell’opportunita’,carinissimo e non “ribrezzoso”mettiamolo nel nuovo vocabolario
    @gashuu. Semplicemente il paragone con la volpe era simbolico,nessuno ti etichetta ma gli assoluti in ogni cosa disturbano.Costruirsi una corazza aiuta?Dipende dai punti di vista,sai le corazze non fanno bene a nessuno solo a chi ne necessita.le tartaruge appunto,ma non penso sia il tuo caso,trovo che il fatto come accennavo prima di mettere la testa sotto la sabbia o chiudere gli occhi davanti alle cose brutte sia un po’ vigliacco,da parte di chi non subisce le calamita’,poi è una mia opinione,discutibile.Il tuo concetto di buono non lo capisco,forse anche qui ti confondi con il buonismo e percio’ etichettare negativamente chi non nuoce ad altri e anzi fa azioni meritevoli,non capisco perchè debba essere etichettato per difendere il tuo concetto di cattivo.Mi hanno insegnato a non fare del male,penso che chi fa del male non merita proprio nessuna stima,adesso il carnefice diventa vittima..ma che dici?Ghettizzato il povero cattivo…ma che stai dicendo? La societa’ dei buoni ???La vita non è inutile,fai qualcosa e vedrai che forse un senso avra’ anche la tua vita….
    @momyone …guarda basta che apri la porta e le trovi a frotte pronte a soddisfare i tuoi desideri inconfessabili…

  11. lorybell62, nulla da ridire sui vostri discorsi. Agognavo un po’ di (in)sano cinismo alla Spider o alla Carcarlo perché a volte basta una battuta per stemperare un po’ i luoghi comuni.

    PS: trovo che i buoni troppo buoni e i cattivi troppo cattivi siano stereotipi sui quali son stati versati fiumi d’inchiostro senza arrivare da nessuna parte. E tra Caino e Abele, in fin dei conti il primo era un gran bastardo ma di gran lunga più interessante della vittima.
    Per quanto riguarda il vostro discorso sulle corazze: tengono dentro e tengono fuori. Arma a doppio taglio. A volte fanno più male a chi le indossa. Per questo la corazza dell’ironia (con una punta di scudo-cinico) è quella che ritengo più “portabile” – un capino quattro stagioni, insomma.

  12. grazie x lo spazio ^^

    ad ogni modo… non pensate che io non sia uno che si lascia andare. uno che non combatte, che si arrende all’evidenza. anzi, il più delle volte dopo la prima bruciatura cerco la seconda, poi la terza…
    il mio concetto di bene era come quello che intuisco dalle parole di lorybell62, fino a qualche tempo fa.
    mi sono trovato davanti all’evidenza, però, che la gente, per la maggior parte della vita, fa’ la brava. ma non è buona.
    poi, come ripeto sempre, ho 19 anni e non pretendo di sapere come gira il mondo. solo mi sono reso conto che le persone che orbitano intorno a me (che potenzialmente sono il contrario di quelle che stanno intorno a voi) non sono come io le pensavo. sono peggiori.
    quello passato è stato l’anno in cui me ne sono andato di casa, all’avventura. ed ho scoperto un sacco di persone meravogliose, ma ho anche imparato che non è necessario affidarsi a qualcuno, fidarsene, credere che non ci danneggerà fintanto che noi non lo danneggeremo. non è necessario ed è anche pericoloso.
    a volte però mi viene naturale fidarmi delle persone (d’altronde l’ho fatto per una vita) e quindi, riflettendoci, il ribrezzo aiuta a non fidarsi.

    diciamo che se la vita è una bella donna, il ribrezzo è la doccia fredda.

    o almeno, mi piace pensarla così.
    ma se qualcuno mi facesse cambiare idea, lo ringrazierei 🙂

  13. @momyone ,desideri inconfessabili penso li abbiano un po’ tutti perchè ti butti così a terra?
    Sul discorso del buono e cattivo trovo che non è vero che ognuno enfatizzi le proprie qualita’ e se lo fa è certamente una posa per avere consenso ed accettazione dall’una all’altra parte.
    Caino non lo trovo molto interessante,la sua figura da come mi è stato raccontato dall’infanzia.
    Ti diro’ che mi ha sempre fatto una gran pena,perchè nella tradizione qualsiasi cosa facesse non era apprezzata,percio’ una persona non amata….cova odio,ma non giustificabile,perchè in fondo Abele non c’entrava nulla,doveva forse prendersela con chi gli procurava queste frustrazioni.Il concetto di bene e male viene rappresentato da questi due opposti nella cultura religiosa.
    Io non sono per il manicheismo,tutto male o tutto bene esistono le sfumature in ogni cosa,comunque la cattiveria è aberrante.Per quanto riguarda le corazze servono a poco perchè la miglior difesa per l’uomo è usare il cervello,dicono che in percentuale ne usiamo il 30%..forse le cose andrebbero meglio se ci abituassimo ad utilizzarne una percentuale maggiore…

  14. @ solo una cosa..fidarsi non vuol dire stare in balia degli altri ma aprirsi agli altri,avere ribrezzo per gli altri è chiudersi senza possibilita’ di confronto,che è indispensabile per crescere e stimolo per vivere…
    @Ubi scusa mi sto prendendo troppo spazio…fra un po’ fuoriesco dal blog.

  15. Come già dissi: fate come se foste a casa vostra.
    Solo una nota, dopotutto la tradizione religiosa (nella sua vaniloquente assurdità) ci ricorda comunque che siamo tutti figli di Caino, il che l’ho sempre trovata un’argomentazione a suo modo interessante.

  16. Inquietante discendere da Caino….trovo questi personaggi biblici abbastanza assurdi..oltretutto si narra sempre ci fossero altri popoli…altrimenti come giustificavano la nascita dell’umanita’..

  17. @lory: aprirsi agli altri e fidarsi di loro sono cose diametralmente distanti secondo il mio punto di vista…
    @ubikindred: grazie per lo spazio concessoci! se non disturba, tornerò.
    penso che qui ci sia un bel terreno, fertile per le discussioni.

  18. bè poi il discendere da caino non può essere tanto male: se discendessimo da abele l’ipocrisia del mondo avrebbe raggiunto livelli impressionanti…

    perdonate la mia estinta cristianità XD

  19. @gashu non ho capito l’ipocrisia di abele…
    francamente io penso di non discendere da nessuno dei due ma dall’homo sapiens o di Cromagnon
    fidarsi etimologicamente significa aver fiducia e non affidarsi e percio’ aprirsi al prossimo,non sai che ti perdi….

  20. fidarsi è spesso comodo. combattere da soli è stupido, qualche volta.

    non so bene dove scegliere.
    il tempo mi aiuterà!
    comunque grazie x le parole spese x qst irrecuperabile depresso essere umano blogger gashuu ^^

    ps. il cromagnon non è uno dei nostri ancestori… non dal punto di vista evolutivo comunque

  21. Soo un appunto (mi riservo di entrare in seguito nella discussione ;-): l’uomo di Cro Magnon è verosimilmente un nostro antenato genetico, è l’uomo di Neanderthal che ancora oggi lascia qualche dubbio (le ultime ricerche sul DNA mostrerebbero che in efetti esso non lo sia stato) 😉

  22. l’uomo di cromagnon era un uomo sapiens, se non sbaglio. l’homo neandertalensis, come l’homo florensis e altri di cui non ricordo gli impronunciabili nomi non erano che (razze?) “alternative” o “affini” alla nostra. scusatemi non sono un antropologo ne ho particolare cultura in proposito ma mi fido (XD) di wikipedia…

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