Oggi è uno di quei giorni…

…in cui mi sento una versione semanticamente errata di me stesso…

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11 risposte a “

  1. Ti abbraccio con la mente. Capita di sentirsi un pò giù di corda, se fossi sempre iperattivo dovresti temere di ipertiroidismo! Ho visto che hai preso in considerazione il commento al blog di Stato 2006, così è come la vedo io, per adesso.

    “Ogni idea è già un’azione, ed ogni azione possiede in sé energia e valore spirituali.” Sarò occidentale, ma io non ci credo fino in fondo. Forse centra come cavolo a merenda, ma Cartesio distingueva il pensiero, dalla materia. Così per un’azione fa parte della materia, una idea fa parte della sfera spirituale, emotiva, creativa. Mi spiego meglio, sono convinta che un’idea sia già un tipo di attivismo mentale, ma questo è più che scontato, per me, che do molto peso al calibro spirituale di un individuo o nella natura umana, in genere. Però un’idea è ben diversa dall’azione, non è azione stessa. Ma prima bisogna definire che si intende per azione: di certo io intendo un comportamento reale, che ha degli effetti e delle cause, che coinvolga gli altri al di fuori di noi, che possa cambiare in qualsiasi modo la realtà, e modificarla materialmente. Gandhi aveva idee positive ma senza fatti non avrebbe cambiato il mondo, oppure, siccome Gandhi è un esempio un po’ paradossale, a chiunque penso sia capitato di pensare di voler scrivere un romanzo, per dire, ma alla fine, solo poche persone, trasformano l’idea in fatto, si mettono lì, e scrivono un romanzo. Oppure ancora, alla mattina ci alziamo pensando di comprare il giornale e alla fine al bar, davanti una tazza di caffè, ce ne dimentichiamo. No, per me l’idea non è azione. Quindi sono tutta occidentale in questo, per quello che scrivi, Strato 2006, mi trovi d’accordo. “Il pensiero deve sempre guidare le azioni e dar loro un senso; le azioni devono essere frutto di pensiero, inteso sia come studio o ricerca che come pianificazione.” Come si può non pensarlo, eppure io non credo ci sia una scala di valore tra azione e idea, tra azione e pensiero. Io credo siano un tutt’uno, anche con la realtà di una biblioteca inutile abbiamo un pensiero alle spalle: il pensiero determina un’azione [ anche se puramente intellettuale, e non è che l’idea è già azione in sé], l’azione è determinata [ necessariamente] dall’idea, il fatto dal pensiero, ma non tutti i pensieri hanno riscontri pratici. Lascio un estratto dal Discorso sul metodo: “Il buon senso è fra le cose del mondo quella più equamente distribuita, giacché ognuno pensa di esserne così ben dotato, che perfino quelli che sono più difficili da soddisfare riguardo a ogni altro bene non sogliono desiderarne più di quanto ne abbiano. E in questo non è verosimile che tutti si sbaglino; è la prova, piuttosto, che il potere di ben giudicare e di distinguere il vero dal falso, che è propriamente quel che si dice buon senso o ragione, è per natura uguale in tutti gli uomini; e quindi che la diversità delle nostre opinioni non dipende dal fatto che alcuni siano più ragionevoli di altri, ma soltanto da questo, che facciamo andare i nostri pensieri per strade diverse e non prestiamo attenzione alle stesse cose. Perché non basta avere buono l’ingegno; la cosa principale è usarlo bene. Le anime più grandi come sono capaci delle maggiori virtù, così lo sono dei più grandi vizi; e quelli che camminano assai lentamente possono progredire molto di più, se seguono sempre la via diritta, di quelli che correndo se ne allontanano.”

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