Non abbiate una cattiva opinione di chi ama il disordine…si tratta di una strategia…

…non avere la precisa percezione di cosa si ha, evita la lucida cognizione di ciò che ci manca

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47 risposte a “

  1. la frase è in contrasto con i tempi politici.
    Ti aspetta un bel campo di rieducazione.

    (@Eleca: non ho VERAMENTE provato a scaricare le cravatte, ma sono SERIAMENTE convinto che per i liberi professionisti (o aspiranti tali) scaricare, almeno in parte, le spese di vestiario – quello formale – dovrebbe essere possibile. Si tratta di spese di rappresentanza, in un certo senso (e non mi venire a dire che se ti rivolgi a un avvocato/notaio/commercialista -gli architetti lasciamoli stare- e all’appuntamento te lo trovi in jeans e maglione anzichè in giacca e caravatta non ci fai caso, perchè non è vero)

  2. Non è che mi tornino troppo i conti, sai? Sono mediamente (dis)ordinata in base ai momenti, eppure ciò che manca è sempre e comunque piuttosto visibile e riconoscibile (la lucidità è tutto un altro discorso :P)

  3. Amico Cc anche io faccio un lavoro di rappresentanza per una multinazionale e pertanto il mio abbigliamento è importante, non capisco perchè un libero professionista dovrebbe scaricarsi le cravatte e io non potrei farlo con i tailleur…

  4. Allora non è la meritocrazia il problema, ma la fine che farebbe nel nostro paese … come tutti i tentativi di aggiustare le cose, che siamo bravissimi a ritorcerli a nostro danno. Come altra nostra specialità è che siamo bravissimi a sbandierare determinate idee senza renderci conto (ma anche no) che ci stiamo comportando all’opposto.
    Beh … il post ha scatenato una bella discussione, pregnante o no che fosse …
    Personalmente non amo il termine “liberale” e non mi ci riconosco; e ho conosciuto diversi figli di luminari che erano grandissimi coglioni, e persone di “umili origini” (anche su questa espressione ci sarebbe da discutere…) e di “bassi studi” che valevano tanto oro quanto pesano …
    E per quel che vedo io (nel veneto) ci sono fior di professionisti di gran grido che fanno – ancora – miliardi a palate senza saper fare il loro mestiere … tanto i pasticci glieli sbriga lo schiavetto a 800 euri al mese …

  5. e come si fa a darti torto ubi?
    io però sottolineo il lato consumista del problema, quello che ti fa comprare lo schiacciapatate non una, non due, ma TRE volte, perchè ogni volta che ti serve non si ritrova… speriamo che almeno faccia un po’ girare l’economia!

  6. @Eleca: chè, ho detto che non potresti? Se ne può discutere.

    @Ubi: perchè no? I costi del dentista possono essere scaricati, e se la cura tricologica è necessaria…

    Se io posso scaricare quel che spendo per i vestiti, o per le cure mediche mi viene più voglia di farmifare la fattura per tutto, e automaticamente comunico che un negoziante o un professionista hanno guadagnato dei soldi.
    Cc

  7. Amico carcarlo, questo è vero, ma dovrebbe allora valere per tutti, professionisti e non e per tutti i tipi di professione, del resto il fisco ad interessi contrapposti funziona così, ad esempio nei Paesi anglosassoni…

  8. PS visto che tiri in ballo il sistema anglosassone non mi posso astenere: non essendo libero professionista, non posso dire cosa si può e cosa non si può scaricare, va però detto che io non posso scaricare un accidenti dal mio mutuo, perchè è la casa in cui effettivamente vivo. mi hanno però detto che se io affittassi la mia casa per un prezzo simile a quello della rata del mutuo, finirei a non pagare un accidenti sui soldi dell’affitto.
    pareggio quindi, non fosse altro che la tassa sul reddito raggiunge massimo il 30% se guadagni da far schifo, su uno stipendio medio si parla di un 23-25%.
    PS2 parlando di deduzioni, va detto che in italia bisogna starci attenti, perchè a dedurre “troppo” scatta il controllo della finanza, che stabilisce quasi immancabilmente che con quello che dichiari non ti puoi permettere certe cose. segue multone galattico, in base al principio “picchia tua moglie ogni sera, lei sa il perchè”, aka studi di settore.
    e qui mi fermo…

  9. Il cher è perfettamente logico eh, se giri in Ferrari e dichiari 13000 Euro l’anno qualcosina non quadra…
    Vorrei ricordare che secondo le dichiarazione del 2005 io sarei nella metà più ricca del Paese…così imparo ad essere un dipendente…e non dico altro, che è meglio…

  10. ahhh… ecco perché il signore e padrone della casa e del telecomando dissemina i suoi pochi averi nei posti più remoti… nella speranza di perdere di vista tanta pochezza!
    ma pensa te, io che credevo fosse disordinato…

  11. ubi io 26000 € me li sognavo, e facevo una professione “ricca” (sempre secondo gli studi di settore).
    non è questione di volerti o non volerti sposare, è proprio un dovere, non puoi svicolare!

  12. Quando si dice la coincidenza: ho appena scritto ad un amico confessando di essere disordinata, casinista, confusionaria, caotica. Ed ora trovo queste tue parole…mi ci volevano proprio, mi ci….

  13. Sono una grande sostenitrice del disordine, innalzandolo al primo simbolo della sicurezza:
    –> la sicurezza che puoi anche smarrire tutto e cmq ce la fai a sopravvivere lo stesso.
    Versus l’ordine:
    –> trappola di incertezze ove l’adagio “ogni cosa ha un suo posto ed ogni posto ha una sua cosa” ti confina in un numero definito di posti dove cercare e cose da trovare.
    DISORDINE4EVER.

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