Spesso mi interrogo sul concetto di responsabilità: cosa significa essere responsabili e qual è, dopotutto, la migliore definizione dell’adultità, se non la capacità di prendersi la piena responsabilità delle proprie azioni?

…Poi, qualche giorno fa, ho saputo che nelle centrali atomiche di recente costruzione, installano Windows XP…

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18 risposte a “

  1. Responsabilità:
    Il punto di vista di Hans Jonas:
    “Anticamente il termine natura designava il principio vitale che presiede allo sviluppo del reale. La natura (la physis), secondo Jonas, è per gli antichi sorgente del divenire e dell’essere e l’uomo è inserito in essa con una sua specificità qualitativa. Con il cristianesimo si verifica una frattura uomo-natura, che trova poi una sua formulazione nel dualismo cartesiano. L’uomo, ormai estraneo rispetto alla natura, stabilisce con essa un rapporto di dominio, espresso dalla tecnica. Secondo Jonas l’uomo tende ad intervenire sulla natura modificando l’ambiente a proprio vantaggio. In questo processo viene considerata una serie di ordini di grandezze, alcune costanti, come l’irradiazione solare, altre variabili, come la crescita numerica della popolazione, che ci inducono a non condurre lo sfruttamento delle risorse ad un livello incompatibile con la sussistenza della vita. Jonas definisce la vita attraverso l’attività metabolica dell’organismo che, guadagnando energia, determina le condizioni della propria conservazione. Il metabolismo permette un uso ontologico, non solo morale, della nozione di libertà perchè, grazie ad esso, la materia può costantemente modificarsi. Mentre il progresso scientifico è quantificabile, quello morale non è misurabile ma deve essere riferito ai casi singoli. Secondo Jonas il compito etico più rilevante è evitare l’infelicità conservando i presupposti utili per la definizione dei fini dell’esistenza umana nel quadro di una rinnovata attenzione per i diritti propri della natura, nell’interesse dell’umanità futura. La pace intesa come liberazione permanente dalla guerra è possibile, anche grazie al sentimento della paura. La famiglia è luogo d’origine del dovere e della responsabiltà e si configura quindi come fortemente rilevante in senso etico. L’individuo, secondo Jonas, esprime il “singolare”. In esso tuttavia è implicito un aspetto sociale evidente nel fenomeno del linguaggio ed il rapporto che si stabilisce tra individuo e formazione sociale può assumere modalità diverse.”

    P.s. Urge un tuo post su blogghino

  2. Per quanto mi riguarda quando piove ed il cielo è buio divento, nervosa e mi rendo conto di essere “inversa”. La primavera mi carica di positività. Al contrario di te amo il sole e la luce.

    P.s. grazie, immaginavo che avresi apprezzato Jonas

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