A volte mi chiedo se colui che ha capito tutto della vita, sia colui che ha imparato a fingere benissimo di trovare un senso in quello che accade…
…oppure quello che ha capito che ogni ricerca di senso è sovranamente inutile…

…e, inevitabilmente, giungo sempre alla conclusione che è quello che non si pone questa domanda…

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44 risposte a “

  1. non è che la vita è un vettore? direzione verso e valori assoluti? (perdonami ma ho paio di etti di pizza del panettiere sullo stomaco… mi sa che il senso della digestione sta per essere invertito e questo è peggio !!! )

  2. Comunque io trovo restrittiva la sua visione per cui nessuno, in realtà, può aver trovato il senso della vita. Secondo me c’è eccome, alla faccia di chi crede di… o finge di. Sarà il suo background filosofico, o quelle 6 fette di speck sugli occhi? Chissà… magari no 🙂

  3. Che tu sia deliziosamente o bianco o nero era chiaro da tempo 🙂
    Seta è cosi…un soffio amicoUBI, sicuramente Baricco ha scritto libri più belli di questo…ma forse proprio perchè è un respiro e nulla più, proprio perchè passa senza restare più di un attimo mi piace…è senza pretese e comunque con dei picchi di narrativa, secondo me, sublimi…
    L’hai definito in un modo bellissimo…un pennello da cipria…questo è e vuole essere, nulla di più…

    BA[cioARRICCIANDOilNASOincipriato]BE

  4. Ciao!
    Contraccambio la visita…
    Penso anche io che chi ha capito tutto dalla vita è chi non si fa paranoie, chi vive alla giornata, attimo dopo attimo, senza domandarsi troppo quali saranno le conseguenze, i pro e i contro di ogni azione…
    Cosa che io non so fare, anzi.
    Mi piace fin troppo crogiolarmi nelle mie paranoie, da brava masochista!
    Ciao,
    Ro

  5. Secondo me è il secondo… Che poi, dopo essere giunto a questa conclusione, si è trovato talmente tante altre cose da fare/pensare/vivere che non ha più avuto occasione di porsi per la seconda, terza, millesima volta questa domanda… La vita dovrebbe essere composta da un esame di stato dietro l’altro: in questo senso, aiuta! Irene

  6. Si, a volte penso anche io che sia più accreditata la seconda ipotesi, ma poi se cerco di mettermi nei panni di alcune persone che conosco e che non si pongono domande, mi rendo conto che mi mancherebbero troppe cose e che sarei meno felice di adesso che mi stordisco di mille se ma perchè e però.
    Questione di carattere… o è una risposta troppo semplicistica?
    😉
    Ro

  7. Sai cosa, Ubi? Che questa storia del porsi sempre comunque ovunque delle domande inizia a starmi pesantemente sulle palle. Inizia a puzzare di moda. “CCCCCioé, iomi ppppongo uno sfracello di domande ettu? tipponi domande? che se non te le poni non sei nessuno. anzi, guarda, sei proprio un essere inferiore!!!”

    E allora mi rilasso. Mi lascio attraversare dalle cose. Qualcuna mi diverte. Qualcuna mi emoziona. Qualcuna mi lascia indifferente. Qualcuna mi resta dentro e si trasforma. Il senso arriverà da solo.

    deibaci

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